La scuola dell’obbligo in Italia

Andare a scuola, studiare e prendere un titolo di studio oggi rispetto al passato è molto più comune anche grazie all’ introduzione di quella misura chiamata obbligo di istruzione o scuola dell’obbligo, che stabilisce un età minima in cui iniziare ad andare a scuola, ovvero 6 anni, e un età fino al quale si deve obbligatoriamente frequentare i banchi di scuola, ovvero 16 anni, per un minimo di almeno 10 anni.

Dopo i 16 anni la legge non impone più un obbligo, ma è consuetudine tra i ragazzi di oggi solitamente prendere almeno il diploma di maturità o una qualifica professionale. In alcuni paesi dell’UE e del mondo, tra l’altro, questo limite è stato recentemente innalzato a 18 anni, come per esempio in Belgio, in Portogallo e nei Paesi Bassi, ed è qualcosa di cui si sta parlando da tempo anche in Italia. Ma vediamo in maniera dettagliata il sistema scolastico italiano e la scuola dell’obbligo in particolare.

Scuola dell’obbligo in Italia

La scuola dell’obbligo con il conseguente obbligo scolastico, introdotto ormai in moltissimi paesi del mondo e che ha come uno dei tanti obiettivi diminuire lo sfruttamento del lavoro minorile e far intraprendere un percorso scolastico a qualsiasi minore, anche quelli meno abbienti, offrendo gratuitamente l’istruzione e aiutando le famiglie che non si possono permettere di mandare i figli a scuola e con un reddito basso.

L’istruzione in Italia è regolata dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, che con il decreto ministeriale numero 139 del 2007 ha imposto il limite dei 10 anni consecutivi di insegnamento, mentre con la Legge numero 296 del 2006 ha stabilito che lo studente può conseguire il titolo della scuola secondaria superiore o la qualifica professionale di almeno 3 anni, mentre con la circolare numero 101 del 2010 ha imposto l’obbligo per tutti i ragazzi tra i 6 e i 16 anni di frequentare un istituto scolastico.

Un punto da chiarire è la differenza sostanziale che c’è fra obbligo di istruzione e obbligo formativo che non tutti conoscono. Infatti, come chiarito dal MIUR, l’obbligo formativo è il diritto/dovere dei giovani che hanno assolto all’obbligo scolastico di prendere la qualifica o il diploma, iniziare un percorso di apprendistato, continuare gli studi o frequentare corsi di istruzione o formazione, ed è quindi diverso dall’obbligo imposto.

Cicli di istruzione nell’ordinamento scolastico italiano

Vediamo ora nello specifico i cicli di istruzione del sistema scolastico italiano. Il primo ciclo, obbligatorio e consecutivo, prevede la scuola primaria, conosciute comunemente anche come scuole elementari, dai 6 agli 11 anni. Alla fine di questo percorso, tramite superamento di un esame di idoneità, si entra nella seconda fase, che va dagli 11 ai 14 anni, ovvero la scuola secondaria di primo grado, conosciuta come scuola media.

Anche in questo caso, alla fine dei 3 anni, è previsto un Esame di Stato che se superato permette l’accesso al secondo ciclo di istruzione. Il secondo ciclo è composto dalla scuola secondaria di secondo grado, chiamata anche scuola superiore, che va dai 14 ai 19 anni, ed è quindi obbligatorio per legge solo per i primi due anni. La scuola secondaria di secondo grado si articola in vari percorsi diversi fra di loro: liceo, istituti tecnici, istituti professionali.

I diversi istituti e lo studio universitario

La frequentazione di un liceo solitamente è propedeutico alla continuazione degli studi anche dopo il conseguimento del diploma o all’inserimento nel mondo del lavoro. I licei si suddividono in ulteriori sei percorsi principali, ovvero il liceo artistico, quello classico, quello linguistico, quello musicale, quello scientifico e quello delle scienze umane, e sono tutti suddivisi in due bienni e un quinto anno.

L’istituto tecnico, invece, solitamente sono propedeutiche per far acquisire agli studenti capacità e competenze necessarie allo svolgimento di professioni tecniche, senza però precludere la possibilità di poter comunque proseguire gli studi, fornendo comunque una buona preparazione anche dal punto di vista teorico. Anche in questo caso la suddivisione è in due bienni e un quinto anno, e gli istituti si dividono in due grandi settori, quello tecnologico e quello economico, che a loro volta si dividono in altri numerosi settori specifici.

L’istituto professionale consente, invece, di imparare una vera e propria professione, formando lo studente in modo da avere tutte le competenze e le capacità per svolgerla al meglio. Anche in questo caso, si arriva fino al quinto anno con un conseguimento di diploma professionale, che consente anche di poter all’occorrenza continuare gli studi all’università.

L’università in Italia

Oltre a potersi iscriversi all’università o cercare da subito un impiego nel mondo del lavoro, i ragazzi che conseguono il diploma possono anche decidere di conseguire una specializzazione tecnica superiore o IFTS, frequentando corsi dalle 800 alle 1000 ore altamente specializzanti, o di frequentare percorsi biennali per diventare tecnici superiori in specifiche aree tecnologiche presso alcuni istituti tecnici superiori.

Anche il sistema universitario italiano è uno tra i più efficienti in tutta Europa, tanto che molti studenti arrivano dall’estero per studiare nelle nostre università, ed è composto da università statali e quelle non statali ma legalmente riconosciute, come quelle private o telematiche.

Lo studente che si iscrive all’università frequenta un corso della durata di tre anni, scegliendo la facoltà più adatta a lui e alle sue capacità, alla fine del quale può conseguire la laurea, facendo ulteriori due anni per conseguire la laurea magistrale. Subito dopo la laurea magistrale, ci sono i dottorati di ricerca o i master.

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