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Test Invalsi, eliminarlo dall´esame di terza media

Roma, 21 giugno 2011
Ufficio stampa Gilda degli insegnanti

Somministrazione e correzione delle prove non spettano agli insegnanti

Test Invalsi, eliminarlo dall´esame di terza media"Ciò che è accaduto con i test Invalsi è di una gravità inaudita e non si può catalogare né liquidare come un semplice disguido: poiché i risultati concorrono alla formazione della media, gli errori contenuti nelle griglie di valutazione inviate alle scuole dall´istituto inficiano non soltanto queste prove, ma tutto l´esame. Un danno enorme sia per i docenti, che saranno costretti a ripetere tutto il lavoro, sia per gli studenti la cui serenità viene turbata in un momento importante. Ecco perché chiediamo con fermezza che i test Invalsi siano eliminati dall´esame di terza media".

E´ quanto afferma il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, che sottolinea come il carico di lavoro che grava sulle spalle dei docenti sia abnorme e, proprio nel caso dei test Invalsi, non di loro competenza.

"La somministrazione e la correzione delle prove - ribadisce Di Meglio - non spetta agli insegnanti, ma allo stesso Invalsi che adesso non può sottrarsi alle sue responsabilità, scaricando la patata bollente alle scuole e sugli insegnanti".

Dallo SNALS

La Segreteria Generale dello Snals-Confsal, dando voce alle numerosissime segnalazioni di disagio da parte delle scuole e dei loro operatori, esprime formale protesta per gli errori di formulazione della “maschera di correzione” per l’attribuzione del punteggio della prova nazionale INVALSI per l’esame di stato di terza media.

Quanto sopra rischia di creare dei ritardi nell’espletamento delle prove di esame e mina la stessa credibilità di un Istituto che dovrebbe offrire la massima garanzie di serietà, correttezza dei efficienza. L’errore ha creato, tra l’altro, un aggravio di lavoro del personale docente impegnato ripetutamente nella rielaborazione delle correzioni e delle operazioni conseguenti.

Lo Snals-Confsal con la presente chiede, per il futuro, che il Ministero attui una attenta vigilanza in modo da evitare il ripetersi di errori e disfunzioni che creano oggettivi disagi.

 Il Segretario Generale (Marco Paolo Nigi)

 Allegati - Comunicato stampa

Da FLC CGIL

Per la FLC CGIL questa “è l'ennesima prova di un ministero ormai alla sbando e non più in grado di governare in maniera dignitosa la complessa macchina del sistema scolastico nazionale”.

Da Cisl scuola

Per Di Menna della Cisl scuola, il malessere degli insegnanti è giustificato e chiede al Ministro di aprire, in tempo utile per settembre, un confronto triangolare ministero, Invalsi, sindacati. Perché “al di là dell’errore, che l’Invalsi ha provveduto a correggere e che in alcuni istituti ha provocato un aggravio di lavoro ma che non mette in discussione la regolarità degli esami, la valutazione che la segreteria della Uil scuola riunita oggi ha fatto, è legata al modo con cui si è deciso di procedere per la correzione delle prove. L’aspetto della correzione dei test Invalsi ha, infatti, portato moltissimi insegnanti a stare a scuola – indipendentemente dalla “questione errore” – per quasi 12, 13 ore consecutive. E’ questo il risultato della distanza tra chi imposta, decide le procedure dei test e quanti, in concreto gli insegnanti, debbono poi metterle in pratica. Ciò a cui abbiamo assistito e ciò che intendiamo rappresentare è il disagio degli insegnanti che si sono  trovati di fronte ad un sistema, calato dall’alto che ha richiesto ore e ore di adempimenti burocratici

 

 

 

 

 

La scuola di Don Milani

 

 
 
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